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GlamO'drama # quanto ero emo da ragazzina


Tramortisco l’incostanza del mi tenero cuore mortificato da lacci bondage tessuti a prigione di carne, affinché mai, mai mi liberassi dalle tue piccole mani bianche. Il cielo nero schiaccia la cassa toracica nella quale sono sepolta. Graviti in questo cielo come gas tossico e m’impregni il fegato gonfio e i bronchi e lo stomaco, confluendo nel cervello in flussi d’allucinazione. Sventrare t’ispira sesso o massacro? Mi sezioni con perfezione chirurgica e poi componi i pezzi in nuove forme: la proiezione del desiderio è un prisma organico che non mi somiglia e scopi con violenza. Sei un uomo o una donna? La mia febbre vomita anatomie corrotte. Il tuo nome è ghiaccio sul mio seno. Il tuo nome è una pistola nella mia gola. Gli angeli sanno e mi additano dai loro palchi. Premi il tuo cazzo su di me, mentre m’abbracci non teneramente. Il tuo cazzo è la pistola nella mia gola. M’hai rubato dall’altare e io t’ho seguito. M’hai indicato il dolore e io l’ho leccato. Nell’angolo della mia cella a cosce chiuse cullo la tua assenza. Only theatre of pain a ripetizione. I’m so tired…
Amami o premi il grilletto.

Specchio specchio delle mie brame...


E arrivi al punto che lo inizi a capire. Stai soffocando. Ti lasci morire. Ininterrotamente e. Come sempre. Bellissima. Fottutamente. Bellissima.
Lasciatemi. Derubatemi e datemi in pasto alle bestie. No. Non è vero, non devo andare avanti per gli altri, sono stanca;
Ma la cipria maschera tutto. Bimba, sei stupenda. Non è vero.
...E cominci ad odiarti.. a mascherare nel nulla il tuo vuoto. Ti senti grumo e poi stella e poi buco. Carnefice e vittima. Mi hai violato l'anima, ora, violami il viso. Autodistruzione. Non sopporto più i tuoi tratti perfetti, Riflesso. Sei turbamento. Dammi al mostruoso. Accarezzami.
Mi avvicino allo specchio. Sei gelida. Accarezzami.
Al buio mi piego. Me genuflessa davanti allo specchio. Specchio, rifletti. Adesso che mi guardi, rifletti. Il rossetto consumato da troppi baci. Ogni segreto è troppo grande. S’annulla. Ogni bacio come un sasso in uno stagno.. onda di brividi che s’apre e si disperde.
Assapora la rabbia.
Mantieni il controllo.
Sorridi.
Lo vedi? sanguino... ma nel mio sangue, Riflesso, non penetri. non riesci a toccare... non riesci a toccarmi, a sporcarti di me.
E cosÏ ci guardiamo rialzarci e sorridere. Sempre più giù. Sempre più strette. Non possiamo sentirci. Sono queste, le porte della percezione? Aprile. Murate. Stringo i denti. Che cosa siamo, se non di fanciulle siamesi alienazioni diverse?

E adesso bastardo, rifletti.

GlamO'drama # scars

Dicono che quella farfalla sia io. Dicono che se l'avessero lasciata andare sarebbe morta su una foglia prima dell'indomani. Io lo so che a mente lucida nessuno si ricorderà più niente. Le mie labbra sono sconosciute come un oracolo. Ti volti e mi dici grazie e te ne vai. Io ti dico resta, uomo senza volto, tu dici ancora mille volte grazie e te ne vai. Io ti dico sei cattivo uomo senza volto. Sei spietatamente cattivo uomo senza volto.
Sono nata con mezzo cuore perchè l'altra metà era un puntaspilli. Il mio corpo è rimasto un bozzolo, il prolungamento a sostegno del mio cranio. Il mio cuore è rimasto un bozzolo in fondo allo stomaco dove ogni tanto qualche lacrima, cade. Questo letto è così familiare che riesco quasi a sentire un odore che non sia il mio, che non sia di fresco, che possa annusare su altre pelli. Io perdo pelli come serpi e non mi evolvo. Io sono sempreverme ed annuso il mio bagliore. Annuso come un animale la follia di questo letto sterile.
Mamma, tu non sai. Tu non mi vedi se non nell'antologia dei tuoi incidenti. Tu non conosci il mio viso. Io sono tridimensionale, mamma, ed ora se non mi facesse male la testa ti griderei di venirmi a cullare nel giaciglio del verme. Ovunque tu sia, mamma. Ovunque. Tutte le ferite si rimarginano, dicono, ma non è vero. Le cicatrici hanno cambiato la fisionomia del mio cuore. Lo modello come un grumo di argilla e mi accorgo che tutto ritorna com'è, ogni grinza, ogni lesione. Sono i miei ospiti.

[...]

...e sognavo, sognavo...Non so più se mi manca il sogno, o se lo maledico. Caro uomo senza volto, guardami in faccia mentre te ne vai. Gli addii sono semplici quando le persone non si guardano. E tu, quale uomo sei? quale donna? Dimmi se portavi una frusta od un fiore. Tante volte incrocerai i miei occhi quante non mi vedrai. Io sono la piccola bambola senza grazia esibita coi porci, sono la bimba tagliata a misura di mostro. Dicono sia una questione di ali. Hanno dimenticato di crescere e così dovrei aspettare quel volo ancora e ancora. Pendo dalle labbra del mio sonno. E se ti dico vattene ti volti e mi dici ancora, e se ti dico resta, dici mille e mille volte grazie e te ne vai. E se ti dico esisti ti spaventi e scappi, ed io qui non posso seguirti da questo giaciglio di carne e tu non hai nome. E se ti dico guardami, scompari.

GlamO'drama #6


Ho camminato fino a inzuppare le mie ossa nella città che annegava in un latrato. Ho camminato fino a sprofondare un pò nei marciapiedi senza barchette, col silenzio immobile dei muri intorno pieni d'aria, e d'acqua. Ho condiviso il respiro lento della città tossica, il profumo dell'ora diversa, le mani umide di un abbraccio verticale. Se ti pieghi a raccogliere i miei capelli, ti prego, recidili come fiori. Ho camminato col sapore in bocca di quelli che hanno fame di riempirsi i polmoni, come gli uccelli se non potessero volare, come il falco cieco, il drago sradicato dalla favola.
Spugna di cemento mi inala un qualche altro condotto d'areazione, e come un acrobata volo via oltre lo sfondo.
Domani mi sveglierò presto e conterò ad una ad una le mie cellule. Voglio che mi siano tutte familiari. Domani sarà pulito e asettico fuori, questo reparto. I pipistrelli hanno preso il posto dei piccioni ora, stanotte, sugli alberi. Li sento ridere. Chissà dove dormono i piccioni. Ho paura di far male a questo marciapiede mentre penso, e mi chiedo anche se lo sa che affogo in un cappotto arrancando nel suo cielo. Il mio è grande come quello degli insetti. Immenso. Non mi sono mai sentita così vicina alla terra. Amo le stelle perché sono lontane.

Intermezzo lirico #


La verità è che vorrei andarmene lontano come i cani quando stanno male. Lontano, in un campo dall’erba alta perché nessuno mi ritrovi. Immagino di accasciarmi sulle ginocchia, tra le sterpaglie, di non preoccuparmi più delle bottiglie rotte, delle spranghe, degli aghi che mi rigano i collant: scomparire piano, come se veramente fossi abituata a scoparire tutti i giorni.
La verità è che non so dove andare. Chi sa dove andare?
Ahah, stronzi.
La verità è che gli occhi sono le finestre murate di una prigione che mi tiene volta all’interno. Come gli antichi ginecei senza finestre sulla strada. Raggomitolarmi tutta intorno al mio sguardo, affinche mi rivolga qualche lacrima. Solo per me. Tutta stretta intorno al volto come una sciarpa, come una mamma, come l’infanzia.

GlamO'drama #4


Hai buttato due anni della tua vita piegata su quella merda di cesso e nessuno ti perdonerà mai niente, nessuno ti ridarà mai niente.
Abbuffate compulsive prima d'amore, poi di cazzo, poi ancora di stronzate firmate, di cibo, di associazioni ridicole pro e anti.
E adesso?
Tra poco non avrai più fame di nulla.

Stringi tra le tue braccia questo corpo nuovamente disfatto, solo che adesso lo senti un pò come la fine. Un pò più tuo.

Non è più un estraneo, è solo stanco.
Sei solo stanca.
Stanca.
Sono solo Stanca.
Tanto stanca.

GlamO'drama #3



Dico vaffanculo. Urlo vaffanculo e mi ritrovate a casa nel bagno e mi lavo le mani quasi fino a strapparle. E ancora questa è la mia vita ed io non so come viverla e mentre continuo a non saperlo non la vivo e ancora vaffanculo.
Bimba, gli anni passano.
Perché non ho ricordi? Gli eventi sono scivolati su di me senza attecchire. Da una solitudine all’altra pensavo di sopravvivere e non ho mai capito che la vita era altro. Qualcuno ha succhiato via la mia cognizione delle cose, potrei scopare o guardare un film o comprare cravatte non sentirei la differenza, sospesa in questo stato ovattato di incoscienza in cui il bicchiere non è mezzo pieno ne mezzo vuoto, i suppose.


Devo fermarmi e riprendere fiato.
Il mio ultimo fidanzato ha boicottato la mia vita ed ora si diletta nel letto fresco di una minorenne. Il problema degli uomini sentimentali è che non provano sentimenti reali, ma s' impegnano ad identificare chiunque possa incarnare la loro idea dell’amore nell’amore stesso. Questi innamorati dell’amore hanno donne senza volto, e dimenticano, ricominciano, soffrono, e ricominciano ancora, ed io provo tanta pena e rabbia e rassegnazione e vorrei che dopo di me morissero per l’affronto di ricominciare.
Di sopravvivermi ogni volta.
Mi ha lasciato per cattiva condotta.
Perché io sono romantica soltanto nella perdita.

C’è sempre un punto – dico – dove tutti si fermano ed anche tu ti fermerai. E vorrei che violentassi quel punto con ferocia e mi costringessi a parlare, come un orgasmo doloroso, senza cancelli, e filtri, e limiti, e labirinti. Vorrei metterti in mano il mio cervello e chiederti aiuto. Ma tu non esisti se non quando mi penetri attraverso il cazzo di qualcuno. Ed io che ti chiedo la mutilazione dei miei vent’anni sporchi rimango inascoltata in una pose patetiche mentre gli occhi guardano oltre. Vorrei che mi diceste questo è amore, questo non è amore, questa è dignità, questo è orgoglio, questa è mancanza, questo è perdono. Sono cresciuta ignorando qualsiasi termine di paragone, io non so niente, questo è il mio candore. E conosco soltanto la noia e me stessa da cui qualche stronzo saltuariamente mi distoglie.

Pensiero di oggi/disincanto


mercoledì 12 Gennaio 2011

Piove. Il ponte bagnato come una lingua nera, pende su un esofago salmastro. Adoro camminare sotto la pioggia lungo ponte Marconi, la sera, fino alla metropolitana grigio incubo. Sull'asfalto lascio scivolare i corpi gonfi dei brutti pensieri, la mia mente che non fa pipì da secoli e finalmente può non si trattiene. Sto bene.
L'adolescenza ci ha trascinato ai ventitrè anni a bordo di un vagone Alta Velocità. Siamo scese con l'amaro in bocca e un pò stordite, e quasi sembrano un'anacronismo, ora, le lacrime, le minigonne, l'isteria, l'amore.


Tutte le parole d’amore che ho scritto, le ho scritte per persone che non esistono.

Ogni volta che facevo sesso, da ragazzina, tornavo a casa e mi stringevo forte l’orsacchiotto al petto.


Da qualche parte ho letto che la misura dell’amore è la perdita. Scandisco: la misura dell’amore è la perdita. Accompagno le sillabe con le labbra turgide di Diorkiss alla menta ultrabrillante e il risultato è comunque amaro. Le parole sono ostili.


I am tired, I am weary
I could sleep for a thousand years
A thousand dreams that would awake me
Different colors made of tears.